Proseguono a Kosmos gli incontri collegati alla mostra “Oceani perduti. Giganti marini al tempo dei dinosauri”. Sabato 7 febbraio è in programma alle ore 17:00 l’incontro con Simone Maganuco, curatore della mostra “Oceani Perduti. Giganti marini al tempo dei dinosauri”. L’evento è organizzato e promosso da Kosmos– Museo di Storia Naturale Università di Pavia in collaborazione con l’Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana (APPI).
“Ripensare Spinosaurus, il gigante perduto del Cretacico ” sarà il titolo della conferenza destinata anche a un pubblico non specialistico.
Sono passati più di cento anni dal primo ritrovamento di Spinosaurus, enorme dinosauro teropode in origine rappresentato da uno scheletro tanto peculiare quanto incompleto, malauguratamente andato perduto durante la seconda guerra mondiale. Da allora, fino agli inizi di questo secolo, sono mancate nuove scoperte significative, tanto che il suo aspetto e il suo modo di vita sono rimasti a lungo frutto di congetture. Recenti studi, basati sull’esame di nuovi resti risalenti a cento milioni di anni fa e recuperati in sei campagne di scavo tra le rocce del Sahara marocchino, hanno portato a ridisegnare totalmente questo dinosauro: dapprima un nuovo muso di dimensioni straordinarie; in seguito, uno scheletro parziale che ha dettato un drastico cambio nelle proporzioni e nella morfologia delle gambe e della coda, due regioni anatomiche che si sono rivelate profondamente diverse da quelle degli altri teropodi. Quanto è emerso ha permesso via via di rivedere anche il modo di vita di Spinosaurus, svelando ad ogni nuovo esame adattamenti sempre più marcati a una vita da predatore nei grandi fiumi del Cretacico nordafricano. Tali adattamenti sono importanti perché testimoniano la colonizzazione degli ambienti acquatici anche da parte dei dinosauri non aviani, animali tipicamente di terraferma nonché progenitori degli uccelli.















